SASSO                                            via G.B.Sasso

 

TARGA:

S. Pier d’Arena – 2846 – via - G.B. Sasso – industriale sampierdarenese – 1840-1914

Via – G.B. Sasso – industriale sampierdarenese – 1840-1914

 

angolo con via P. Cristofoli

 

angolo con via N.Ardoino

 

QUARTIERE MEDIEVALE:  san Martino

 da MVinzoni, 1757. In fucsia la chiesa di s.Giovanni Decollato (don Bosco); celeste, via s.Giovanni Bosco; giallo, via CRota.

 

N° IMMATRICOLAZIONE:   2846     CATEGORIA:  3

                             

da Pagano/1961                                                        da Google Earth 2007. In giallo, via Arduino.

CODICE DELLA STRADA - N° INFORMATICO   56500

UNITÀ URBANISTICA:  25 - SAN GAETANO

CAP:  16151

PARROCCHIA:  s.Giovanni Bosco

STRUTTURA:  senso unico viario da via P.Cristofoli (Google=fucsia) a monte dell’incrocio via C.Rota (Google=celeste), a via N.Ardoino (Google=giallo).   

Da accesso alla salita di “scalinata dei Landi” (Google=rosso).

E’ servita dall’acquedotto DeFerrari Galliera

Ne Il Secolo XIX/ 03 e 04 si legge che è stata inclusa nell’elenco delle ‘vie private di interesse pubblico’ e quindi programmata a divenire municipale con passaggio gratuito, per usufruire di manutenzione e dei servizi generici quali fognature, spazzatura, illuminazione, asfaltatura ecc.

 

STORIA:  sino al 1900, il terreno era proprietà Durazzo Pallavicini, curato a prato e orti.

In una carta del 1890 si dimostra che -stante una ‘fame’ di alloggi popolari assai pressante- .tutta la zona fu lottizzata ed ogni imprenditore, nel suo terreno, poteva costruire con ottimi profitti.

 Nel 1905 via Cristofoli era appena tracciata; e anche la nostra strada, allora aveva in erezione i palazzi che poi la hanno delimitata: durante la loro erezione era quindi ancora solo un anonimo camminamento privato, usato dai muratori. 

Al suo compimento fu intitolata via Alessandro Manzoni (e tale era ancora nel 1933, di 5.a categoria, con civici sino all’ 1 e 10, e che collegava via P.Cristofoli con via C.Cattaneo =N.Ardoino).

Con delibera del podestà, il 19 agosto 1935 fu denominata ‘via G.B.Sasso’.

 

CIVICI

2007-NERI   = 1                                                      e da 2  a  10

          ROSSI= da 1r a 13r (compresi 7F e 9AB)    e da 2r a 20r.

 

===Nel Pagano/40 esiste “da via P.Critofoli a via C.Cattaneo” ed ha solo civv. rossi 1 fruttiv.; 3 latteria; 5 vini; 8 ottoniere; 11 lavor. latta Fossati Giaconmo; 11 fabbr.cornici Bocci Ernesto 

===Nel Pagano/1950 è citata solo al 5r=una osteria, di Ivaldi Maria; non bar né trattorie. Il quello /1961 i numeri rossi vedono: 1r=fruttivendolo; 3r=latteria; 4r=calzolaio; 5r=osteria; 8r=ottoniere; 11r =lattografia Fossati&C; 12r=carrozziere; 14r=ORLEM officine elettromagnetiche; 16=panificio

===civ.10 (Nella curva) abitava la famiglia in cui è cresciuto Natale Codognotto, più noto come Natalino Otto, cantante sposatosi 1955 con Flo’s Sandos (Mammola Sandon); e con lei ebbe una figlia, Silvia. Era nato a Cogoleto nel 1912 penultimo di cinque; e trasferito qui all’età di tre anni col padre ansaldino. Da bimbo fu affetto da polio, che guarì lasciandogli un lieve handicap nel camminare. Andato tredicenne a lavorare in una officina, già era bravo a percuotere una batteria e ritmare i tempi delle canzoni in voga. Meno pesante fu il secondo lavoro di sarto; ma il balzo fu l’offerta -1935- di suonare la batteria, e poi anche cantare- sul Conte Biancamano, durata due anni. Durante il conflitto continuò  a cantare in compagnie di varietà e con Gorni Kramer che lo lanciò in alcune incisioni che permisero di farlo conoscere in campo nazionale e cantare nelle migliori orchestre (Semprini, Mojoli, Kramer, ecc.). Il suo stile era lo slow, il ritmo lento, al limite quello moderato. Morì precocemente per cardiopatia nel 1969.

Leggiamo sul Secolo del 10 dic.2012 che la figlia ha collaborato alla ricerca di documenti e ricordi in modo da poter sia scrivere un libro più completo col titolo “vendo ritmo”: e sia far  mettere in scena, a Cicagna, un complesso spettacolo musicale (tip-tap, voce di Ella Fridgerald, ecc.).

===civ.11r c’era negli anni 1950-60 lo stabilimento di lavorazione della latta (recipienti, scatole, ecc) e della relativa litografia di Fossati Giacomo e f.lli, con sede anche in via U.Rela.  Nel 2008 c’è un gommista.

Il piccolo edificio è – nel retro – strettamente collegato alla linea ferroviaria che dal porto va al Campasso. Negli anni dell’ultima guerra, era di transito durante gli allarmi per scappare in galleria.

È punto di interesse qualora la linea potesse diventare metropolitana di ponente, quale punto di fermata intermedia.

===civ.13r dagli anni 2000 esiste una moschea, luogo di culto musulmano.

 

DEDICATA ad un industriale, presumibilmente concittadino, ma di incerta definizione sociale.

Nel 1889 compare Consigliere nella giunta comunale locale guidata dal sindaco Dall’Orso Pietro

Il giornale politico-amministrativo ‘La Ragione’ pubblicato a San Pier d’Arena nell’ anno 1890 nel numero di luglio sostiene la candidatura di un Sasso GB industriale per le elezioni amministrative del giorno 20 (assieme a Giovanni Bombrini, Carlo Orgero pittore, Natale cav Romairone (direttore della Cassa generale) e Lazzaro dr Canessa).

 

A)  forse è lo stesso che impiantò in via Gioberti, a ponente dalla neonata strada, uno stabilimento per la lavorazione dell’olio di oliva e/o saponificio. 

Appare il più probabile perché combacerebbe tutto, escluso -ma fondamentale- il periodo di vita delimitato dalle due date sulla targa. Alcune carte della ferrovia del 1847-50 (quando il titolare avrebbe avuto 7-10 anni) citano un Sasso Emanuele fu GB quale proprietario del terreno a levante della crosa sant’Antonio (poi divenuto vico stretto sant’Antonio), esteso dalla “strada comunale interna” (via N.Daste) alla “strada Reale” (via Sampierdarena - sulla quale si apriva la casa di proprietà) e coltivato ad orto.  Quindi è probabile che il Nostro sia un omonimo, ma nipote del vecchio GB, e figlio di Emanuele: allora usava dare ai nipoti il nome di un nonno, specie il paterno. Non si sa chi dei tre aprì lo stabilimento, ma probabilmente il Nostro fu quello più famoso e  che allargò con fortuna le sorti dell’opificio.

Il primo GB, doveva già essere un possidente, essendo subentrato proprietario del vasto appezzamento di  terreno -nel quartiere sampierdarenese detto Boraghero, subito a levante della Cella-,  quando la strada neanche esisteva; e prima che  il tutto fosse interessato al taglio -a metà- operato dalle ferrovie e dalla neonata  strada Reale -attuale via G.Buranello- nel 1847; in quella data , come già detto,  la proprietà era di Sasso Emanuele fu GB .

 Cronologicamente quindi: 1°GBàEmanueleà2°GB).

B) molto meno probabile, uno dei fratelli (non se ne conosce il nome) che lavoravano il piombo. Essi risultano presenti in città (allora facente parte del 1° circondario di Genova) nel 1889, tra i “fabbricanti di pallini e tubi di piombo” (vedi in via P.Reti).

 

Alla data 1889 – a mie mani- nessun altro Sasso svolgeva attività industriale neanche collegata al commercio. Negli ultimi anni del 1800 nessun Sasso abitava in via Gioberti né in via C.Colombo allo sbocco con questa strada, ove doveva esserci la villa del 1° Sasso GB.

Nel 1933 nel Pagano, unici Sasso in attività a Genova sono solo sempre quelli dei pallini .

 

BIBLIOGRAFIA

-Archivio Storico Comunale

-Archivio Storico Comunale - Toponomastica , scheda 4064

-AA-.VV.-Annuario guida archidiocesi-ed.1994-pag.444; ed.2002-pag.480

-AA.VV.-Il don Bosco nella storia urbana-DonBosco.1997-pag.61cartine

-Beccaria R.-I periodici genovesi dal 1473 al 1899-Ge.1994-pag.490

-Bosio&Pastor&Rinaldini-il Don Bosco-Algraphy1997-pag57

-Il Secolo XIX del 23.08.04 + 10.12.2012

-Lamponi M:- Sampierdarena- Libro Più.2002- pag. 160

-Lunario genovese del signor Regina-anno 1889-pag.541

-Pagano –ed.1933-pag.247; /40-pag.404; ed.1961-pag.383

-Poleggi E. &C-Atlante di Genova-Marsilio 1995- tav.22

 

Non è citato in DoriaG.-investimenti e sviluppo…Giuffrè 1973

“       “    “     “   Oneto A.-industrie in Sampierdarena-1876-.