RAFFETTO                                   vico Angelo Raffetto

 

 

TARGHE: San Pier d’Arena – vico -  Angelo Raffetto

                  vico Angelo Raffetto

 

   

angolo via San Pier d’Arena

  

angolo via G.Buranello                                                                      

 

QUARTIERE ANTICO: Coscia

 da MVinzoni, 1757. In giallo, via Albini

 

 

N° IMMATRICOLAZIONE:   2834,  CATEGORIA 2

 

CODICE INFORMATICO DELLA STRADA - n°:   51980

UNITÀ URBANISTICA: 26 - SAMPIERDARENA

  da Google Earth 2007-In giallo la Fortezza; in celeste villa Centurione-Rebora; in verde vico ARaffetto.

 

CAP:   16149

PARROCCHIA: s. Maria della Cella

STRUTTURA:

Inizia da via San Pier d’Arena, con targa  preceduta da un piccolo marmo con inciso «PROPRIETA’ - ANGELO RAFFETTO»; e con un sottopassaggio (dalla volta a vela, tutta di mattoni) inserito nel palazzo col civ. 19 che si apre in via san Pier d’Arena; arriva fino a via G.Buranello dove è chiusa al traffico veicolare da due paletti centrali.

È la prosecuzione a mare di via A.Albini; anche se la ferrovia e via Buranello hanno sfalsato la direttrice rendendola a baionetta.  

È una strada comunale pedonale, lunga m. 75,15 e larga m. 3,24, con marciapiedi; numerazione progressiva verso monte, a levante sino al civ.5 (sul cui portone, 22 nov.2004 è affisso un foglio scritto a mano, che dice esplicitamente «i clienti delle case di appuntamento che operano in questa via, sono vivamente pregati...»); ed a ponente sino al  civ.4.

A sinistra, subito dopo il voltino, due abitazioni assai vecchie; e dopo, le uscite di sicurezza del cinema.

È servita dagli acquedotti  Nicolay e DeFerrari Galliera

     

da via Buranello                                verso lo sbocco in via SPdArena

 

STORIA

dalla carta del Vinzoni del 1757, prima del taglio effettuato dalla ferrovia, si recepisce che già esisteva un sentiero-carrettiera, unico tragitto, dalla strada Centrale (via N.Daste) al mare, con - a levante - la proprietà di Christoffaro Imperiale Lercari (con villa –ancor oggi eretta- posta sulla strada Centrale, e con una grossa casa nell’angolo a mare). A ponente  della stradina, c’era invece la proprietà del mag.co Giorgio Spinola (anch’essa estesa fino al mare, ove all’angolo aveva altra casa intestata a Giò Gio Spinola).

Nel 1850 circa la ferrovia tranciò in due quel tragitto, pressoché a metà, ed essendo la stradina in diagonale –mentre la ferrovia doveva fare il voltino ortogonale al percorso ferroviario, come per via della Cella- la rese asimmetrica.

Nel dic.1900 il regio Commissario propone alla Giunta comunale il passaggio dal comunemente chiamato “vico detto Raffetto” (evidentemente, già vi abitava la famiglia dei Raffetto) a “vico capitan Bavastro(vedi). E così avvenne.

L’anno dopo 1901, presumo all’atto di apporre la targa, all’amministrazione comunale venne posto reclamo dalla famiglia Raffetto che rivendicava il vicolo quale privato e personale;  quindi, seppur concedendo l’uso pubblico per il passaggio, non venne consentito al  Comune la possibilità di interferire nella antica toponomastica.

Pertanto nel 1906 (dopo evidenti controlli catastali e di proprietà) tornò a chiamarsi “vico Angelo Raffetto”, con la titolazione più precisa riguardante il nome del titolare (ma non sufficiente a distinguere due illustri omonimi). Così appare, quindi, nello stradario ufficiale del Comune, pubblicato nel 1910: “vico Angelo Raffetto (già vico Capitan Bavastro) da via Vitt.Emanuele a via C.Colombo; con civv. sino a 2 e 5”.

Nel 1927 la strada compare unica come titolazione, nell’elenco comunale della Grande Genova; di 4ª categoria.

Nel 1933 univa via Vittorio Emanuele con via C.Colombo, ancora di 4ª categoria; ed aveva civici sino al 5 e 18 (mancando però dal 4 al 10).

Nel 1961 il Pagano scrive che aveva solo civici neri 1-1a-2, ma non appare vero.

 

CIVICI

2007= NERI   = da 1 a 5    (compreso 1A);  e da 2 a 4

           ROSSI =  da 1r a 25r                         

                           da 2r a 24r (compreso 1Ar; mancano 18r e 22r).

Nel Pagano/40 il vico è delimitato da via II Fascio d’Italia e via N.Barabino; ha civv. neri 1,2,3,5. E rossi: 2 panif.; 10 Soc.an.Rottami ferro e met.; 13 acciai; 21 latteria.

 

===civ.2  nel cortiletto interno, è visibile la torre detta dei Frati. accessibile da via SanPier d’Arena civ. 17: risale agli anni attorno al XIII secolo, eretta per il controllo della spiaggia, specie per l’avvistamento di eventuali incursori saraceni o pirati o guelfi-ghibellini: possedeva una campana di allarme, ed ai suoi piedi ormeggiavano le barche, quando –a quei tempi- il mare la lambiva.

===civ.3  Il Pagano/61 vi pone l’autorimessa Boccardo S.

===civ. 4 è una uscita di sicurezza laterale del cinema Eldorado che si are all’altezza del civ.12 di via G.Buranello.

===2-4r  nel decennio 1911-20 il Pagano segnala l’esistenza di un forno per pane, di Casale Celestino  (il quale non c’è più nel Pagano/1921, né è sostituito nel vicolo). Ricompare nel Pagano/1961 un panificio di proprietà di Casademonti Augusto

===6r Il Pagano/33 vi pone Passalacqua Eugenio con officina di riparazione, montaggio di motori marini ed industriali.

===10r  lo stesso/33 segnala la Soc.An.Rottami, ferro e metalli. Il Pagano/61 conferma con la presenza di Caviglione G. -rottami (il cui padre Enrico, nel 1931 aveva la stessa attività in via Bombrini 30r).

===civ. 13-15r ed ancora lo stesso Pagano/33 vi pone Barabino Angelo (in altra pagina dello stesso anno lo chiama Duilio: questi è presente nel P/25 nel settore acciaierie) rappresent. acciaio utensili;

===civ. 19r sempre nel 61, una merceria delle s.lle Rossi

===civ. 21r  nel 1961 una latteria, di Bassini G.

Il Pagano/1967  non cita alcuna attività commerciale.

 

DEDICATA: è, molto probabile, una autodedica familiare, considerato che precede quelle ufficiali del Comune che in genere accetta come proprie quelle che denominavano strade private (Currò, R.Parodi, G.Mignone ecc). 

Sulla scia del ‘Dizionario delle strade di Genova’, anche Lamponi scrive che il titolare fu in città uno dei precursori della lavorazione della latta (lamiera usata per confezionare scatole idonee alla conservazione degli alimenti, specie il pesce); aggiunge che la prima officina era localizzata nel vicolo dove anche abitava, e che a lui fu intestato dai successori che però si erano trasferiti in via della Cella aprendovi una fabbrica di latta da conserva con possibilità di litografare sul metallo.

A conferma, nel Pagano/1908 compaiono alla voce ‘Lattai’ i “successori Raffetto e C., in via C.Colombo, con telef. n. 710”.

In quello del 1925 e 1933 essi risultano nell’elenco delle società addette alla lavorazione della latta, recipienti, scatole, ecc., sempre quali ‘successori Raffetto & C’ con sede in via C.Colombo tel.41-327’ (via San Pier d’Arena). Personalmente nulla so di questo personaggio.    I suoi successori, evidentemente trasferiti, li leggiamo negli anni 20 tra  i generosi benefattori dell’istituto don Bosco.

Dopo il 1933 qualsiasi attività di questa famiglia appare già cessata.

 

Della famiglia potrebbe essere l’omonimo farmacista, attivo in via Ghiglione a fine 1800, in quanto pure lui personaggio pubblico e di rilievo. Il 18 dic.1873, assieme ad altre tre farmacie (Domino, di via Giovanetti; Levrero Attilio nella crosa dei Buoi; Delpino Angelo <credo> di via Cassini; e quando in città  esistevano solo sette medici, un ospedale con 60 posti letto -diretto dal dr. GB.Botteri (vedi), aiutato da tre medici, ed ancora ubicato in villa Masnata (vedi via A.Cantore)-), partecipò al concorso indetto dall’ospedale per le forniture, e vinse l’asta. Così il giorno dopo stipulò il primo contratto con l’amministratore Montano, per la fornitura di medicinali necessari per l’ospedale, dietro un compenso forfetario di 40 cent. per malato e per giorno di malattia, e con l’obbligo di provvedere tutte le medicine prescritte dai medici ( tutte preparazioni galeniche, non esistendo ancora le specialità già confezionate); ed una aggiunta di lire 200 annue, per trasporto ed eventuali rotture.

   Nella seconda gara, condotta nel 1881, il Raffetto propose una riduzione inferiore ad un altro collega, così perse l’appalto; ma per nulla offeso, continuò ad offrire gratuitamente all’ospedale i medicinali per le urgenze notturne; e quando il nosocomio decise di provvedere autonomamente alla fornitura del materiale farmaceutico (1912), il Raffetto fu chiamato quale Consigliere -nel ramo specifico- del Direttore sanitario.  Nel Pagano/1908 compare quale titolare della farmacia sita in ‘via Mazzini 1 angolo via della Cella’.  Anche il  De Landolina/1923, seppur ricco di errori e valutazioni, descrive la strada intitolata al farmacista “membro di varie opere pie, uomo benefico, n. a Neirone in Fontanabuona, m. a Sampierdarena”.

 

BIBLIOGRAFIA

-Archivio Storico Comunale  Toponomastica  - scheda 3762

-AA.VV.-Annuario.guida archidiocesi- ed./94-pag.434—ed./02-pag.471

-Cavallaro G.-Ospedale civile di SPd’A.-Pagano.196_-p. 12.68.73  

-DeLandolina GC- Sampierdarena -Rinascenza.1922 – pag. 51

-Gazzettino Sampierdarenese :  3/76.8

-Lamponi M.- Sampierdarena- LibroPiù.2002- pag.73

-Novella P.-Strade di Ge-Manoscritto b.Berio.1900-pag16

-Pagano annuario /1933-pag.248---/1961-pag.353---/67-pag.940

-Pastorino&Vigliero-Dizionario delle strade di Ge.-Tolozzi.1985-pag.1561